#5 · 10 ottobre 2025 — Cavi, capitali e sovranità: la nuova geografia dell'intelligenza artificiale
Cari studenti e care studentesse,
il viaggio di questa settimana ci porta lontano – eppure molto vicino – al cuore delle trasformazioni digitali che stanno ridisegnando il mondo. L’Africa, un tempo vista come periferia tecnologica, è oggi diventata il nuovo campo di battaglia dei colossi globali. Canal+, con l’acquisizione di Multichoice, prova a costruire un polo audiovisivo panafricano capace di sfidare Netflix e Disney+. Ma la competizione non è solo mediatica: Google, Microsoft, Amazon e Meta stanno investendo miliardi per cablare il continente con cavi sottomarini, cloud e centri di calcolo. È la corsa a conquistare il prossimo miliardo di utenti e, con essi, i futuri flussi di dati e di conoscenza.
Intanto, sul fronte industriale, la scala degli investimenti cresce in modo vertiginoso. L’accordo da 100 miliardi di dollari tra Nvidia e OpenAI segna una svolta epocale: la potenza di calcolo diventa la nuova valuta geopolitica. Anche l’Europa si muove, con oltre 1.500 miliardi di investimenti previsti per infrastrutture, reti e data center entro il 2040. Ma la domanda resta: saprà il Vecchio Continente trasformare questa corsa agli asset fisici in una strategia di leadership digitale? O continuerà, come scrive Giuliano Noci, a comportarsi come “il cavallo europeo che rifiuta di bere”, troppo prudente per scommettere sul futuro?
Nel frattempo, Bruxelles ha annunciato la nuova Apply AI Strategy, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina e promuovere un’intelligenza artificiale europea, sovrana e replicabile nei settori chiave: sanità, difesa, manifattura. È un passo che dialoga idealmente con le manovre di Washington e Pechino: due potenze che, come ricorda padre Paolo Benanti, stanno trasformando la “sovranità digitale” in una vera forma di potere – il kratos tecnologico – contro cui l’Europa deve rispondere con il proprio ethos di valori e diritti.
Sul piano interno, l’Italia fa da apripista con la Legge n.132/2025 sull’Intelligenza Artificiale, che introduce principi di semplificazione e sperimentazione (le sandbox normative) e punta in particolare al settore sanitario. È un tentativo di unire competitività e tutela, promuovendo un’IA affidabile senza rinunciare ai fondamenti etici e costituzionali. E proprio Benanti, nel suo commento, ci invita a guardare oltre la tecnologia per interrogare la libertà cognitiva: se gli agenti intelligenti imparano a decidere al nostro posto, la vera sfida non sarà più solo “chi possiede i dati”, ma “chi mantiene il diritto di scegliere”.
Tra data center e diritti, algoritmi e valori, questo numero di TrasformAzioni racconta un mondo in bilico:
un’Africa che cresce e attrae,
un’Europa che deve ritrovare coraggio,
una tecnologia che diventa insieme risorsa, rischio e responsabilità.
Come sempre, l’invito è a leggere non solo le notizie, ma le traiettorie che le attraversano.
Perché comprendere la sovranità digitale oggi significa capire chi guiderà l’innovazione di domani – e, soprattutto, con quali principi.
Antonio